andrea's profileIl Tempio di BabbumannuPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Le Guide di Babbumannu
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Il Tempio di BabbumannuGuide - Video - Miscellanea - Aiuti Per Il Vostro Blog
December 15 .Io sono stato quello che gli altri volevano essere Io sono andato dove gli altri non volevano andare Io ho portato a termine quello che gli altri non volevano fare Io non ho preteso mai niente da quelli che non danno mai nulla Ho pianto, ho sofferto e ho sperato... ma più di tutto, io ho vissuto quei momenti che gli altri dicono sia meglio dimenticare Quando giungerà la mia ora agli altri potrò dire che sono orgoglioso per tutto quello che sono stato: un soldato italiano December 12 Peppino ImpastatoPeppino Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso nel 1963 in un agguato nella sua Giulietta imbottita di tritolo). Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia di casa, ed avvia un'attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L'idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi, partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc.); nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell'aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale[1]. Stampa, forze dell'ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto vittima e di suicidio, dopo la scoperta di una lettera scritta in realtà molti mesi prima. L'uccisione o, come si fece credere, l'incidente non destò il clamore dovuto, forse anche per il fatto che lo stesso giorno veniva ritrovato, in via Caetani a Roma, il corpo del presidente della DC Aldo Moro. Le accuse e le scoperte [modifica]Grazie all'attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione[2] di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato proprio a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l'inchiesta giudiziaria. Il 9 maggio del 1979, il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia Proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d'Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il paese. Nel maggio del 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti. Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla Pizza connection. Nel gennaio 1988, il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 lo stesso tribunale decide l'archiviazione del caso Impastato, ribadendo la matrice mafiosa del delitto, ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei corleonesi. Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un'istanza per la riapertura dell'inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell'omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l'inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l'udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l'Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia all'udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell'udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell'Ordine dei giornalisti. Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini. Nella commissione si rendono note le posizioni favorevoli all'ipotesi dell'attentato terroristico poste in essere dai seguenti militari dell'arma: il Maggiore Tito Baldo Honorati; il maggiore Antonio Subranni; il maresciallo Alfonso Travali.[3] Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L'11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all'ergastolo.
Fonte Wikipedia www.wikipedia.org
December 04 Germano Nicolini ( Al Dievel )Noi sognavamo un Mondo diverso, un Mondo di libertà,di giustizia; un Mondo di pace, fratellanza e serenità. Ho 85 anni, da allora ne sono passati 60 e, purtroppo, questo Mondo non c’è. E allora riflettete, ragionate con la vostra testa e continuate con la vostra lotta.
Germano Nicolini da "Appunti Partigiani" Modena City Ramblers Antonio Gramsci “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi,che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia brutta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perchè la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva,e la massa ignora, perchè non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era attivo e chi era indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano, se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo; perchè mi da fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.” Antonio Gramsci 1917 ELENCO COMPLETO MASSONI ITALIANI LISTA CORDOVA 1992SCARICA L'ELENCO COMPLETO November 27 AMSICORA EROE O LEGGENDA?Eroe Sardo, rinomato per il suo odio verso i romani e per il suo coraggio, per il suo amore per la libertà e per gli sforzi da lui compiuti per ridonarla alla Sardegna.
Viene descritto di indole feroce, ferocia forse accresciuta dalla vita selvaggia condotta sugli aspri monti e nelle inaccessibili foreste, è insofferente al giogo imposto dalla superbia romana. Per approffondimenti: Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna November 26 Esame per la licenza media inferioreVagando in internet mi vedo il lavoro che ho fatto per l'esame della 3^ media.... bei tempi......
November 23 IstentalesIstentales non ha in Italiano una traduzione letterale propria,
è comunque una stella della costellazione di Orione, usata in antichità da pastori e contadini come punto di riferimento per semine, raccolti, orari, etc. E la prima stella che vediamo al tramonto e l’ultima che sparisce all’alba. Istentales è anche un canto della tradizione popolare sarda...
Istentales
Dae cando este iscuricande issa est jà pronta a essire
chin sas atteras cumpandzas sunu prontas a partire un’istella troppu bella chi ti sindzat su caminu un’istella troppu manna tottus deppen ammirare. Istentales, un’istella luchente in mesu ‘e milli
Istentales, un’istella mala a sich’andare. In su chelu luminosa cando est falande sa notte
ses s’urtima a tich’andare e ti mutini Istentales de cussa costellazione nanchi ses sa prus lontana de Orione cassadore e unu grande bibidore. Istentales, un’istella luchente in mesu ‘e milli
Istentales, un’istella mala a sich’andare. Istentales
Quando arriva la sera lei è già pronta a uscire
con le altre amiche sono pronte a partire una stella troppo bella che ti indica il cammino una stella troppo grande che tutti devono ammirare. Istentales, una stella che brilla tra mille
Istentales, una stella che non vuole tramontare Luminosa nel cielo quando cala la notte
sei l’ultima a tramontare e ti chiamano Istentales di quella costellazione dicono che sei la più lontana di Orione cacciatore nonché grande bevitore. Istentales, una stella che brilla tra mille Istentales, una stella che non vuole tramontare. October 12 JUAN PERON - GIOVANNI PIRAS ??uno dei casi più misteriosi ed affascinanti della storia moderna. Succede a Mamoiada paese della Sardegna centrale in provincia di Nuoro (Italia). E’ uno dei casi più misteriosi ed affascinanti della storia moderna. Il mitico Generale Juan Perón, tre volte presidente dell'Argentina, sarebbe in realtà un italiano, più precisamente della Sardegna.
A pretesa ha dell’incredibile ma molti elementi concorrono, in tutti i casi, in direzione di un Perón sardo. Sul fatto se ne parlava timidamente negli anni ‘40 e verso l’inizio dei ‘50 solamente a Mamoiada (piccolo centro in provincia di Nuoro), teatro iniziale di questa fantastica vicenda, ma esplose poi con fragore nel 1951 dopo la comparsa di due articoli scritti dall’avvocato giornalista Nino Tola sul quotidiano 'L’Unione Sarda' e qualcosa anche su 'Il Giornale d’Italia'. In quel periodo il Tola svolse incredulo le prime indagini ed incuriosì tutti. Naturalmente anche negli ambienti culturali sardi a quei tempi la notizia venne ampiamente commentata fra stupore e perplessità.Il caso fu ripreso oltre vent’anni dopo dal giovanissimo mamoiadino Peppino Canneddu e pubblicato nel 1984 in un libro dal titolo 'Juan Peron-Giovanni Piras, due nomi una persona', edito da Antonio Lalli – Poggibonsi –. Le prime ricerche insinuavano che Giovanni Piras, un umile contadino di Mamoiada emigrato giovanissimo ai primi del secolo scorso in Sud-America, sarebbe diventato nientemeno che il mitico presidente Juan Perón. La questione affascinò per tanto tempo un terzo ricercatore, Raffaele Ballore, che dal 1993 in poi iniziò ad indagare ulteriormente e a raccogliere materiale deciso a trarre un soggetto cinematografico da questa storia (soggetto finito di scrivere nel 1996, registrato e depositato alla SIAE – Roma – nel 1998-). La ricerca doveva però necessariamente essere approfondita e trovare documentazione probatoria pro o contro questa fantastica tesi e verificare argomenti e fatti che hanno viziato alcune coincidenze in passato. Cosa è cambiato dal 1984 ad oggi? Si sono trovate novità sul caso? Si è arrivati a supportare questa inverosimile affermazione con documenti di un certo peso e a compiere indagini circostanziate? Una miriade di nuovi elementi si sono aggiunti a migliorare (e complicare) le cose, e in base alla documentazione hanno fatto cambiare percorso iniziale al Ballore pur mantenendo la stessa 'rotta. I dubbi sul Piras sono stati affrontati e risolti dalla sua meticolosa ricerca riportata nel libro 'El Presidente' – Il caso Piras-Perón -, con sottotitolo 'La leggenda di un sardo che sarebbe diventato Juan Perón'. L’indagine, oltre a sfatare il caso finora conosciuto, evidenzia efficacemente le tantissime contraddizioni di Perón e le lacune degli storici argentini con documenti e fotografie ed è caratterizzata dal forte desiderio della conoscenza e della verità. Troppo spesso le voci di popolo hanno avuto qualche fondamento, ma è anche vero che talvolta la 'cassa di risonanza' popolare amplifica più del dovuto i fatti ed arriva persino a stravolgerli. Una seria verifica era necessaria senza lasciarsi trasportare o coinvolgere emotivamente anche quando moltissime testimonianze giocavano a favore della ipotesi di Mamoiada e che per una lunga serie di micidiali coincidenze (alcune forzate) sembrava non lasciare alternative. E’ stato fatto uno studio accurato andando alla ricerca del Piras emigrato da Mamoiada nel 1910 e indagando su particolari fasi della vita di Perón e dei suoi documenti personali. La pista del Perón mamoiadino è stata poi trascurata dal Ballore quando sono stati analizzati importanti documenti della prima moglie del Generale e i dati antropometrici nel foglio Matricolare Militare del Piras confrontati con quelli di Perón. Infine è stata lasciata definitivamente alla leggenda popolare dopo il risultato di una perizia che non lascia dubbi. L’autore riporta le voci popolari e le testimonianze in Sardegna che fanno letteralmente rimanere a bocca aperta per il contenuto delle rivelazioni e le tante coincidenze che avvalorerebbero la versione del Perón mamoiadino ma che, in tutti i casi, contribuiscono indubbiamente ad un fondo di verità poiché importanti elementi fanno ritenere che Perón sia stato un sardo vero. Che il tre volte presidente argentino nasconda qualcosa di serio nel libro emerge in maniera chiara ed inequivocabile. Fondamentalmente i punti di maggior forza sono: la più volte dichiarata 'sardità' del Generale e l’inesistenza dei suoi avi nell’isola. Il ritrovamento di documenti ufficiali riguardanti il politico argentino chiaramente sospetti. Le fotografie da giovane e da maturo militare non corrispondenti a quelle del bambino e adolescente. Le minacce avute dall’avvocato Tola e l’importante testimonianza inedita raccolta dal giornalista Franco Siddi (attuale presidente della Federazione Nazionale della Stampa). Seguono una serie di anomalie e stranezze nella documentazione ufficiale del militare Perón e della famiglia. Raffaele Ballore ha seguito e crede in una pista sarda pur non essendo riuscito ad individuare località di provenienza, infatti scriverà 'Piras-Perón' sino alla fine del libro ma con questo gioco di cognomi vuole significare più generalmente il caso, appunto, di un Perón sardo. Ormai sono tanti ad essere colpiti dalla 'peronite', questa storia affascina chiunque: chi procura scritti, chi una piccola testimonianza, altri suggeriscono un indizio. In questo caso chi più ne ha più ne metta, la verità storica si raggiunge con il contributo di tanti. Per mettere definitivamente la parola fine al caso del Perón sardo, manca solo la prova genetica, prova che, secondo le risultanze riportate sul libro 'El Presidente', dovrebbe essere fatta ai resti di Juan Perón e di sua madre Juana Sosa. Il perché si capisce leggendo questo volume che argomenta il caso con documenti, foto e testimonianze. Tomás Eloy Martínez, grande scrittore e biografo indipendente di Perón, scrive: «…insieme a Joseph Page ho scoperto che narrare di Perón è un’impresa senza fine e nessuno potrà mai scrivere il libro definitivo». In Sud America non è stato facile indagare su una storia del genere: troppe difficoltà, troppe porte chiuse, troppo tempo trascorso e, perché no, troppi interessi dello Stato Argentino. Alcuni scrittori hanno segnalato delle stranezze anagrafiche circa le origini del Generale, chi le giustifica con l’imbarazzo di Perón non legittimato dalla nascita e chi non sa spiegarsene i motivi. Pochi però hanno osservato attentamente le sue vicende, soltanto con un’attenta analisi ci si accorge che tutta la vita di questo illustre personaggio è piena di misteri e sorprese che pongono seri interrogativi sopratutto perché ci sono ora elementi non trascurabili da sottoporre all’attenzione degli storici. Bisogna dire che questo caso ha meritato la difficile e approfondita ricerca di cui è stato oggetto. Indagare sulla vita di Perón per chiarire la vera identità non vuole assolutamente essere un atto scortese nei confronti del popolo argentino ne’ sminuire la figura del loro ex Presidente. L’autore non valuta il Perón politico perchè non ha approfondito la conoscenza del suo operato e le sue idee, all’interno di questa ricerca accenna solo un piccolo profilo. Esprime però la personale considerazione dicendo che se é stato eletto democraticamente per tre volte vuol dire che per gli argentini qualche merito l’avrà pur avuto anzi, ancora oggi, lui ed Evita, la famosa venerata e dissacrata sua seconda moglie, rimangono due figure mitiche nell’intero panorama latino-americano. Ma non ha intenzione di celebrare o demolire nessun 'mito', vuole soltanto mettere in discussione una verità di interesse storico perché se tutto corrisponderà a verità un suo conterraneo, con il nome di Juan Perón, nel bene e nel male, è stato un protagonista della storia del 1900. In uno dei libri di Enrique Pavòn Pereyra, biografo personale di Juan Perón, spicca in maniera enigmatica una frase dettata allo scrittore dall'esule argentino nella casa madrilena su come ha conservato gelosamente l’origine della sua natalità, si legge: «…Io ho giocato con il mio destino una magica scommessa, sono riuscito fino ad oggi a conservare le mie origini come profondo segreto». Anche per un altro ricercatore sardo, Gabriele Casula, una sostituzione di persona in piena regola è la spiegazione della falsificazione e della manipolazione dei documenti anagrafici di Juan Perón e delle contraddizioni esistenti nelle biografie degli storici argentini oltre che nelle sue stesse memorie e lo spiega nel libro '¿Donde nació Perón? Un enigma sardo nella storia dell’Argentina' (Ed. Condaghes, Cagliari). Al di là della fantastica storia che propongono i libri 'El Presidente' di Raffaele Ballore e '¿Donde nació Perón? di Casula, un fatto importante accomuna i destini della Sardegna, dell’Argentina e le loro capitali: la città di Buenos Aires prende il nome dalla chiesa della Vergine della Buona Aria, patrona di Cagliari e di tutta la regione sarda. TRADDO DA WWW.MONDOSARDEGNA.NET October 11 solo un'altra stagione....Le stagioni passano,gli ospiti pure,ne vedi passare a migliaia davanti ai tuoi occhi,di alcuni non ti scorderai mai di altri non incroci neanche lo sguardo, da alcuni apprendi qualkosa ad alcuni cerchi di insegnare.
lavorare nei villaggi mi permette di conoscere realtà diverse,usi e costumi da ogni persona ho cercato di prendere un qualkosa.....che sia positivo o negativo....ho preso tanto dai miei colleghi e spero di aver dato.....
Questo è il mio libro di bordo di DJERBA 2008
Da Matteo ho imparato come mettere i piedi in una scarpa
Da Luca come pettinarsi in maniera disumana
Da Luca ( Contatto ) come uscire in mutande dicendo di vedere i mostri
Da Marco come portare il catamarano
Da Micky come non fare il ramadan
Da Camel come estemmiare in arabo
Da Riccardo ( Arko ) come credere nell'amicizia
Da Eddy come far preparare i panini
Da Liala Come preparare una bacheca
Da Silvia come cambiare umore in 2 secondi
Da Paolo ( C.S ) come chiedersi se ne parlano
Da Max ( C.S ) come mangiare il gelatino
Da Cristian come non lavarsi le calze
Da Cristiano come fare step
Da Moreno come usare mix meister
Da Francesco ( Calabrese ) l'umanità
Da Cristian ( 2 ) come punirsi con una crociera
Da GianLuca come svegliarsi al mattino
Da Mulazza Come si chiama la mulazza
Da Mirko come bere la vodka
Da Cristina come ingrassare vertiginosamente
Da Valentina come fare le freccette danzando
Da Riccardo Fico come non mangiare
Da Alessandra come giocare col telefonino in discoteca col casino
Da Samantha come scroccare le sigarette
Da Elena come non tagliarsi i baffi
Da Giorgia come creare uno spettacolo
Da Igor come dormire
Da Ondina la pazienza
Da patrizia come non essere eleganti
Da Annalisa come essere teneri
Da Federica come cucinare
Da Francesca come non lavarsi
Da Abdoo come curarsi naturalmente
Da Davide come incastrarsi in una porta
Da Fabio come arbitrare al tavolino
Ma di tutti questi da uno specialmente ho avuto qualkosa dal grande e unico ALFONSO una bomba di 54 anni pieno di vita e voglia di vivere un semplice operatore del s.e.r.t. patito dei rolling stones con un passato difficile alle spalle ma sempre con la voglia di andare avanti..........grazie alfonso
October 09 djerba 2008 obbiettivo raggiuntoAnche la stagione a djerba è finita...7 mesi di lavoro in un posto dove non esistono locali e/o bar......7 mesi di lavoro puro e divertimento ristretto in una villa precisa la arko in collaborazione con la guellala.
tanta gente ho visto passare al palais des iles della veratour....con alcuni ho fraternizzato con alcuni non ho scambiato una parola...mi rimane in mente le persone con cui ho condiviso questi sette mesi...e spero che un giorno potrò rivedere alcuni di loro........poche parole per dire grazie a tutti...............
finitaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa June 01 .Primi due mesi a Djerba ne mancano solo 6 e mezzo.. il mare è nettamente inferiore a quello sardo....
la spiaggia è inferiore alla spiaggia della cinta di san Teodoro
il resto può anche andare...allacci alle tv altrui,bottiglie di vodka prese da Aljazeera
insomma prevedo una bella stagione....
ps: se capitate a djerba chiamate il paninaro e ditegli chilla bocchina di mammata....
lui capirà.... April 08 .ohe da djerba tutto bene...sole , mare....e cazzo di pioggia...per il resto tutto bene................................................. February 19 tunisia arrivo...per un lungo periodo sparisco dalla circolazione.....causa....lavoro a djerba...tunisia........mancherò per 4-5-6-7-8-9 mesi non si sa...baciiii January 16 I Nomi dei Massoni Tempiesi,Olbiesi e GalluresiCome promesso e da alcune richieste rendo noti i nomi della Lista Cordova.
Nel 1992 il giudice Agostino Cordova fece un indagine sulle persone appartenenti alla massoneria.
L'art.18 della costituzione dice:
Art. 18.
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare. Non dimentichiamoci però che i cosidetti massoni sono in grado di manovrare i fili del mondo. Si ricorda che questa lista è stata presa liberamente dal web.
Tempio Pausania
BULCIOLU ANTONELLO ( 28-11-40 )
CORONA MARIO ( 08-09-31 )
MACCIONI GOFFREDO
MURA COSTANTINO ( 29-06-61 )
MURA GIOVANNI ANGELO ( 17-03-51 )
SECHI ALBERTO ( 29-08-62 )
SECHI TOMMASO
Olbia
CASSETTA ANTONIO ( 17-08-40 )
COCCO PIETRO LUIGI ( 03-05-42 )
COSSU TONINO ( 18-01-41 )
FERRARI GIANPIETRO ( 06-02-52 )
LAMBIASE ANTONIO ( 25-10-40 )
NIEDDU GIOVAN BATTISTA ( 15-02-59 )
NIEDDU GIUSEPPE
NIEDDU MARIOLINO ( 31-08-57)
Palau
BULCIOLU VITTORIO ( 19-12-29 )
GIAGHEDDU PIETRO
MALU SALVATORE ( 25-01-41 )
ORECCHINO GIANPAOLO
Arzachena
FOIS SANTINO ( 29-06-49 )
Aglientu
VIMERCATI SILVIO
Ultime da I.R.S.Resitenza contro i Rifiuti Campani
La resistenza è l'unica via per farsi sentire dalle isitituzioni
perchè smaltire noi sardi i rifiuti Campani x cui è stato pagato fior di milioni per lo smaltimento
In questi giorni numerose le proteste contro il Presidente Soru .... sono stati lanciati sacchi di spazzatura nel giardino della sua VILLA , senza dimenticare il tentativo di bloccare la nave che portava in sardegna i rifiuti
numerosi gli esponenti politici presenti a manifestare tra cui MAURO PILI e GAVINO SALE.
quest'ultimo si è strappato alle forze dell'ordine riuscendo a scappare da un mezzo della polizia di stato.
Il sindaco di Olbia ribadisce che nessun camion con mondezza campana circolerà nel comune di olbia a costo di fare le barricate.
Il popolo sardo non si sottomette alle decisioni di Roma o di Soru
Siamo Pronti a lottare giorno e notte. January 10 .Rifiuti Campani In Sardegna
La Prima nave è arrivata davanti al porto commerciale di Cagliari.
Sul Posto numerosi i manifestanti di Forza Italia - AN - Sardigna Natzione e IRS
Il ViceSindaco di Cagliari è pronto a notificare il divieto di sbarco dei rifiuti in quanto è stata fatta una delibera che vieta l'ingresso dei rifiuti nella città di Cagliari.
Gavino Sale noto attivista dell'IRS ribadisce che i sardi non devono essere sottomessi.
Non Accettiamo le regole imposte dallo stato e dal presidente Soru.
NON VOGLIAMO I RIFIUTI ALTRUI NELLA NOSTRA TERRA.
Ognuno si tenga i rifiuti suoi.....
Noi Sardi siamo pronti a lottare per far si che le navi facciano marcia in dietro.
E' una questione di principio,non è per la quantità ma per una questione di non farsi sottomettere per un enesima volta dal Governo Centrale e dal Presidente della Regione Enrico Soru. .Rifiuti Campani In Sardegna
La Prima nave è arrivata davanti al porto commerciale di Cagliari.
Sul Posto numerosi i manifestanti di Forza Italia - AN - Sardigna Natzione e IRS
Il ViceSindaco di Cagliari è pronto a notificare il divieto di sbarco dei rifiuti in quanto è stata fatta una delibera che vieta l'ingresso dei rifiuti nella città di Cagliari.
Gavino Sale noto attivista dell'IRS ribadisce che i sardi non devono essere sottomessi.
Non Accettiamo le regole imposte dallo stato e dal presidente Soru.
NON VOGLIAMO I RIFIUTI ALTRUI NELLA NOSTRA TERRA.
Ognuno si tenga i rifiuti suoi.....
Noi Sardi siamo pronti a lottare per far si che le navi facciano marcia in dietro.
E' una questione di principio,non è per la quantità ma per una questione di non farsi sottomettere per un enesima volta dal Governo Centrale e dal Presidente della Regione Enrico Soru. January 08 Come Muore un ItalianoCome Muore un Italiano Come muore un italiano?
Vi faccio vedere come muore un italiano:
muore di freddo nelle case popolari a Cremona
perché la sua misera pensione d'invalidità sul lavoro (360 euro) non gli permette di pagare il gas e la luce e loro bloccano immediatamente la fornitura, muore nei cantieri edili dove magari
lavora pure in nero, muore nelle aziende in cui è assunto con contratto precario e non adeguatamente formato,
muore come carne da macello perché ha inalato
amianto senza le minime protezioni (salvo un bicchiere di latte al giorno), nonostante fin dal 1911 esistessero esami sulla sua nocività (Breda, fucine di Sesto san giovanni, Monfalcone), muore tra atroci tormenti per pvc a Marghera, muore a causa dell'uranio impoverito (militari in Kosovo e Bosnia) perché non è informato e non ha le adeguate protezioni troppo costose, November 29 .DIO & INTERNET Ho trovato cabine e stanze private su chat che pronunciano la parola di Geova
Ho trovato blog e siti internet che parlano di Maometto....
Tutto questo lo trovo giusto è anche un modo di far conoscere religioni a noi sconosciute...
Per chi crede è bello far valere le propie fedi e religioni..
La cosa che a me nn piace sono i siti che parlano della Chiesa Cristiana.
La Chiesa può essere intesa come mura e campanile o come persone che formano la chiesa.
Io personalmente non credo nelle Istituzioni Ecclesiastiche per tanti motivi,
Con che coraggio mi chiedono offerte per i poveri....loro che hanno uno dei più grandi tesori del mondo nelle banche vaticane.
Che girano su auto blu,che portano anelli che basterebbero a sfamare interi villaggi africani.
Credo che esista un dio...ma voglio sceglierlo io il mio DIO non voglio che mi si imposta dalla nascita,non voglio che un giorno quando avrò dei figli frequentino a scuola ore di religione per parlare di un Dio a senso unico....vorrei che i miei figli a scuola facciano le Religioni non La religione.
Voglio sentirmi libero di avere un Dio tutto mio e pregarlo a modo mio.
Se io voglio pregare Tex Willer devo essere libero di farlo.
Non devo sentirmi dire Dio è unico e trino,Ogni religione rivendica il suo Dio,I sui Scritti o i loro Messia.
Persone che muoiono per la religione che lottano e che si uccidono per rivendicare il propio Dio,ma chi dice che un dio sia giusto e che un dio sia sbagliato?
Nessuno può dirlo è questione di fede.
Fatto sta che tutte le religioni seguono gli scritti ... bibbia,korano etc.....
Ma nn si ricordano che sono stati scritti da uomini ... e che sono soggetti ad influenze e a propie considerazioni.....
Tutti i testi sacri sono stati scritti,tramandati,tradotti e riscritti....in quanti hanno la certezza di ciò ke leggono?
Anche questa è fede.
Io sinceramente non credo in un Dio Supremo...anche xkè io immagino un Dio buono e sinceramente con tutti gli avvenimenti tragici del mondo....o dio era assente o dio non esiste.
Non avrebbe mai permesso le guerre,non avrebbe mai permesso la povertà e non avrebbe mai permesso il dio a senso unico....anche lui vorrebbe che ogni uomo sia libero di scegliere il propio dio e le propie scritture.
Quindi non importa in che Dio Credi l'importante è rispettare chi Crede.
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